MIBAC - Direzione Regionale per i beni culturali e paesaggistici Lombardia

DPR n. 233/2007

"Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attivita' culturali"


Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 291 del 15-12-2007



SUPPLEMENTI ORDINARI
(Suppl. Ordinario n. 270)





DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 26 Novembre 2007 , n. 233

Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le

attivita' culturali, a norma dell'articolo 1, comma 404, della legge

27 dicembre 2006, n. 296.





Capo I

Amministrazione centrale









IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'articolo 87 della Costituzione;

Visto l'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n.

400, e successive modificazioni;

Visto il decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive

modificazioni;

Visto il decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e successive

modificazioni;

Visto il decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 3, e successive

modificazioni;

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive

modificazioni;

Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive

modificazioni;

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive

modificazioni;

Vista la legge 22 aprile 1941, n. 633;

Visto il decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 545, convertito, con

modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996, n. 650;

Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28;

Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive

modificazioni, recante il codice dei beni culturali e del paesaggio,

di seguito denominato: "Codice";

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno 2004, n.

173, e successive modificazioni;

Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con

modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233;

Visto il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con

modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248;

Visto il decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con

modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286;

Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007),

ed in particolare l'articolo 1, commi 404 e 1133;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio 2007, n.

89;

Sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative;

Sentito il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici

nelle riunioni dell'11 aprile 2007 e del 27 aprile 2007;

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,

adottata nella riunione del 15 giugno 2007;

Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione

consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 27 agosto 2007;

Acquisito il parere delle competenti commissioni della Camera dei

deputati e del Senato della Repubblica;

Considerato che la previsione di due Direzioni generali, l'una con

compiti in materia di risorse umane, servizi generali ed innovazione,

l'altra con compiti in materia di bilancio, programmazione e

monitoraggio della spesa e promozione, in luogo delle preesistenti

due Direzioni generali, l'una per le risorse umane ed il bilancio,

l'altra per l'innovazione e la promozione, non comporta duplicazione

di strutture di supporto, attesa la specificita' e differenziazione

dei compiti ad esse attribuiti, ma risponde ad obiettivi di

efficacia, efficienza ed economicita';

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella

riunione del 30 ottobre 2007;

Sulla proposta del Ministro per i beni e le attivita' culturali di

concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni della

pubblica amministrazione, con il Ministro dell'economia e delle

finanze e con il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le

riforme istituzionali;

Emana

il seguente regolamento:

Art. 1.

Uffici e funzioni di livello dirigenziale generale

1. Il Ministero per i beni e le attivita' culturali, di seguito

denominato: "Ministero", si articola in nove uffici dirigenziali di

livello generale centrali e in diciassette uffici dirigenziali di

livello generale periferici, coordinati da un Segretario generale,

nonche' in due uffici dirigenziali di livello generale presso il

Gabinetto del Ministro per i beni e le attivita' culturali. Sono

inoltre conferiti, ai sensi dell'articolo 19, comma 10, del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, due

incarichi di funzione dirigenziale di livello generale presso il

collegio di direzione del Servizio di controllo interno del

Ministero, anche in posizione di fuori ruolo, entro i limiti di

dotazione organica dei dirigenti di prima fascia.

2. Ai sensi dello stesso articolo 19, comma 10, del citato decreto

legislativo n. 165 del 2001, possono essere, altresi', conferiti, al

di fuori della relativa dotazione organica e per un periodo di sei

anni a decorrere dal 30 gennaio 2004, fino a sei incarichi di

funzioni dirigenziali di livello generale, anche presso enti od

organismi vigilati, anche in posizione di fuori ruolo. In sede di

prima applicazione del presente regolamento, all'esclusivo fine di

consentire il conferimento delle funzioni dirigenziali di livello

generale al personale dirigente generale attualmente in servizio nei

ruoli del Ministero, i predetti sei incarichi sono conferiti a

dirigenti appartenenti al ruolo del Ministero ovvero in servizio

presso il Ministero.

3. Ai sensi del medesimo articolo 19, comma 10, del decreto

legislativo n. 165 del 2001, puo' essere, altresi', conferito ad un

dirigente al quale non sia affidata la titolarita' di ufficio

dirigenziale di livello generale un incarico di consulenza, studio e

ricerca.







Art. 2.

Segretariato generale

1. Il segretario generale del Ministero e' nominato ai sensi

dell'articolo 19, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165, e successive modificazioni e, in conformita' a quanto disposto

dall'articolo 6 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e

successive modificazioni, opera alle diretti dipendenze del Ministro.

Il Segretario generale assicura il coordinamento e la unita'

dell'azione amministrativa, coordina gli uffici di livello

dirigenziale generale, riferisce periodicamente al Ministro gli esiti

della sua attivita'.

2. Per lo svolgimento di specifiche funzioni, il Segretario

generale puo' avvalersi di dirigenti incaricati ai sensi

dell'articolo 1, comma 2.

3. Il Segretario generale, in attuazione degli indirizzi del

Ministro, in particolare:

a) esercita il coordinamento anche attraverso la convocazione

periodica in conferenza dei direttori generali, sia centrali che

periferici, per l'esame di questioni di carattere generale o di

particolare rilievo oppure afferenti a piu' competenze;

b) coordina le attivita' delle direzioni generali centrali e

periferiche, nelle materie di rispettiva competenza, per le intese

istituzionali di programma di cui all'articolo 2, comma 203,

lettera b) della legge 23 dicembre 1996, n. 662;

c) concorda con le Direzioni generali competenti le

determinazioni da assumere in sede di conferenza di servizi per

interventi di carattere intersettoriale o di dimensione

sovraregionale;

d) partecipa alle riunioni del Consiglio superiore per i beni

culturali e paesaggistici, senza diritto di voto;

e) coordina le iniziative in materia di sicurezza del patrimonio

culturale;

f) coordina l'attivita' di tutela in base a criteri uniformi ed

omogenei sull'intero territorio nazionale;

g) coordina le iniziative atte ad assicurare la catalogazione del

patrimonio culturale, ai sensi dell'articolo 17 del Codice;

h) coordina gli interventi conseguenti ad emergenze nazionali ed

internazionali, questi ultimi anche in collaborazione con il

Dipartimento per la protezione civile;

i) coordina la predisposizione delle relazioni di legge alle

Istituzioni ed Organismi sovranazionali ed al Parlamento;

l) coordina gli esiti delle elaborazioni dei programmi annuali e

pluriennali di competenza delle Direzioni generali del Ministero e

dei relativi piani di spesa, da sottoporre all'approvazione del

Ministri;

m) formula proposte al Ministro, sentiti i direttori generali,

centrali e periferici, ai fini dell'esercizio delle funzioni di cui

all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165 e successive modificazioni;

n) coordina le attivita' internazionali, anche avvalendosi di un

apposito osservatorio;

o) coordina le attivita' di studio e di ricerca, attraverso

l'Ufficio studi;

p) svolge le funzioni di coordinamento e vigilanza sull'Istituto

superiore per la conservazione ed il restauro, sull'Opificio delle

pietre dure, sull'Istituto centrale per il restauro e la

conservazione del patrimonio archivistico e librario e sull'Istituto

centrale per il catalogo e la documentazione;

q) coordina il Servizio ispettivo.

4. Il Segretario generale, svolge, altresi', funzioni di

coordinamento e monitoraggio sull'attivita' di valorizzazione dei

beni culturali, offrendo il necessario supporto per l'elaborazione

dei criteri di gestione, anche integrata, delle relative attivita',

per l'individuazione degli strumenti giuridici adeguati ai singoli

progetti di valorizzazione ed alle realta' territoriali in essi

coinvolte, per la predisposizione dei modelli di bando di gara e

delle convenzioni-tipo per l'affidamento dei servizi aggiuntivi,

nonche' dei modelli di atti per la costituzione dei soggetti

giuridici previsti dall'articolo 112, comma 5, del Codice; coordina

la predisposizione delle intese istituzionali di programma

Stato-regioni in materia di valorizzazione, degli accordi per la

valorizzazione integrata dei beni culturali previsti

dall'articolo 112, comma 4, del Codice e per la gestione di servizi

strumentali comuni di cui al comma 9 del medesimo articolo 112.

5. Il Segretariato generale costituisce centro di responsabilita'

amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo

7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.

6. Il Segretariato generale si articola in 22 uffici dirigenziali

non generali, compresi gli Istituti speciali e centrali nonche' gli

Ispettori; i compiti di detti uffici sono definiti con decreto

ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel termine di

sessanta giorni dalla data di emanazione del presente regolamento.







Art. 3.

Uffici dirigenziali generali centrali

1. Il Ministero si articola, a livello centrale, nei seguenti

Uffici dirigenziali di livello generale:

a) Direzione generale per l'organizzazione, l'innovazione, la

formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali;

b) Direzione generale per il bilancio e la programmazione

economica, la promozione, la qualita' e la standardizzazione delle

procedure;

c) Direzione generale per i beni archeologici;

d) Direzione generale per la qualita' e la tutela del paesaggio,

l'architettura e l'arte contemporanee;

e) Direzione generale per i beni architettonici,

storico-artistici ed etnoantropologici;

f) Direzione generale per gli archivi;

g) Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali

ed il diritto d'autore;

h) Direzione generale per il cinema;

i) Direzione generale per lo spettacolo dal vivo.

2. I direttori generali centrali esercitano i diritti

dell'azionista nei settori di competenza secondo quanto disposto dal

presente regolamento, in conformita' agli indirizzi impartiti dal

Ministro, fermo restando quanto previsto dall'articolo 5-bis del

decreto-legge 23 aprile 1993, n. 118, convertito, con modificazioni,

dalla legge 23 giugno 1993, n. 202, e successive modificazioni.

3. I direttori generali centrali partecipano alle riunioni dei

Comitati tecnico-scientifici per le materie di propria competenza,

senza diritto di voto.

4. Ai direttori generali centrali competono, per le materie di

settore, le funzioni relative a progetti di interesse interregionale

o nazionale nonche' l'adozione delle iniziative in presenza di

interessi pubblici, rappresentati da piu' amministrazioni nelle sedi

istituzionali, per i quali sia indispensabile una complessiva

ponderazione di carattere piu' generale rispetto ad uno specifico

ambito territoriale.







Art. 4.

Direzione generale per l'organizzazione, l'innovazione,

la formazione, la qualificazione professionale

e le relazioni sindacali.

1. La Direzione generale per l'organizzazione, l'innovazione, la

formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali

cura la gestione efficiente, unitaria e coordinata del personale e

dei servizi comuni anche mediante strumenti di innovazione

tecnologica; e' competente in materia di stato giuridico e

trattamento economico del personale, di relazioni sindacali, di

concorsi, assunzioni, assegnazioni, mobilita' nazionale e formazione

del personale nonche' in materia di politiche del personale per le

pari opportunita'. La Direzione generale, inoltre, e' competente per

l'attuazione delle direttive del Ministro in ordine alle politiche

del personale e alla contrattazione collettiva e per l'emanazione di

indirizzi ai direttori regionali ai fini dell'applicazione dei

contratti collettivi e della stipula di accordi decentrati; elabora

proposte per la definizione di una strategia unitaria per la

modernizzazione dell'amministrazione, anche attraverso le tecnologie

dell'informazione e della comunicazione, e traduce in progetti

coordinati e piani d'azione il conseguente disegno strategico

assicurandone il monitoraggio e verificandone l'attuazione.

2. Il Direttore generale, in particolare:

a) provvede ai servizi generali della sede centrale del

Ministero;

b) cura, d'intesa con le direzioni generali competenti, la

formazione e l'aggiornamento professionale del personale del

Ministero, anche in materia di conoscenza e uso delle tecnologie

dell'informazione e della comunicazione, a tal fine predisponendo gli

appositi piani di formazione di cui all'articolo 7-bis del decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni;

c) provvede all'allocazione delle risorse umane ed alla mobilita'

nazionale delle medesime tra le diverse direzioni generali, sia

centrali che periferiche, anche su proposta dei relativi dirigenti;

d) esercita, secondo gli indirizzi impartiti dal Ministro, i

diritti dell'azionista sulla societa' Ales S.p.a.;

e) dispone rilevazioni ed elaborazioni statistiche pertinenti

all'attivita' del Ministero, ai sensi dell'articolo 3 del decreto

legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e successive modificazioni;

f) coordina i sistemi informativi del Ministero, ai sensi del

decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, e successive

modificazioni, dell'articolo 4, comma 2, del decreto legislativo

30 luglio 1999, n. 300, successive modificazioni, dell'articolo 78

del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive

modificazioni;

g) svolge i compiti di cui all'articolo 17 del decreto

legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni;

h) svolge le attivita' relative alla lista del patrimonio

mondiale dell'UNESCO;

i) rappresenta il Ministero in organismi e azioni europee e

internazionali nel campo della digitalizzazione e delle tecnologie

dell'informazione e della comunicazione;

l) cura il coordinamento nazionale nel campo dei sistemi

informativi, della digitalizzazione, dei censimenti di collezioni

digitali, dei servizi per l'accesso on-line (siti web, portali)

nonche' la identificazione di centri di competenza, anche attraverso

l'emanazione di raccomandazioni, linee guida, standard, raccolta e

analisi di buone pratiche, statistiche, studi, rapporti.

3. La Direzione generale per l'organizzazione, l'innovazione, la

formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali

costituisce centro di responsabilita' amministrativa ai sensi

dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e

successive modificazioni.

4. La Direzione generale per l'organizzazione, l'innovazione, la

formazione, la qualificazione professionale e le relazioni sindacali

si articola in 4 uffici dirigenziali non generali, i cui compiti sono

definiti con decreto ministeriale di natura non regolamentare,

adottato nel termine di sessanta giorni dalla data di emanazione del

presente regolamento.







Art. 5.

Direzione generale per il bilancio e la programmazione

economica, la promozione, la qualita'

e la standardizzazione delle procedure.

1. La Direzione generale per il bilancio e la programmazione

economica, la promozione, la qualita' e la standardizzazione delle

procedure svolge funzioni e compiti in materia di bilancio e

programmazione delle risorse finanziarie, di qualita' e

standardizzazione delle procedure; cura, previa istruttoria degli

Istituti culturali interessati, la promozione della conoscenza e

dell'immagine dei beni e delle attivita' culturali in ambito

nazionale ed internazionale.

2. Il Direttore generale in particolare:

a) cura, di norma su proposta dei direttori generali, centrali e

periferici, l'istruttoria per l'elaborazione dei programmi annuali e

pluriennali concernenti gli interventi ordinari e straordinari di

competenza del Ministero e dei relativi piani di spesa nonche' dei

programmi annuali di contributi in conto capitale, da sottoporre

all'approvazione del Ministro, tenuto conto della necessita' di

integrazione delle diverse fonti di finanziamento, ed attribuisce le

relative risorse finanziarie, anche mediante ordini di

accreditamento, agli organi competenti;

b) rileva il fabbisogno finanziario del Ministero avvalendosi dei

dati forniti dalle direzioni generali, sia centrali che periferiche;

in attuazione delle direttive del Ministro cura la predisposizione

dello stato di previsione della spesa del Ministero, delle operazioni

di variazione e assestamento, la redazione delle proposte per il

disegno di legge finanziaria, l'attivita' di rendicontazione al

Parlamento e agli organi di controllo;

c) cura l'istruttoria dei programmi da sottoporre al CIPE;

d) assicura il necessario supporto per dare attuazione ai

programmi di ripartizione delle risorse finanziarie rinvenienti da

leggi e provvedimenti, in relazione alle destinazioni per esse

previste; predispone gli atti connessi con l'assegnazione delle

risorse finanziarie ai vari centri di responsabilita' e ai centri di

costo; coordina i programmi di acquisizione delle risorse finanziarie

nazionali e comunitarie, in relazione alle diverse fonti di

finanziamento;

e) analizza ed effettua il monitoraggio dei flussi finanziari;

effettua il monitoraggio relativo al controllo di gestione dei vari

centri di responsabilita' amministrativa al fine di analizzare

l'utilizzo delle risorse finanziarie a livello centrale e periferico,

anche tramite ispezioni;

f) svolge attivita' di assistenza tecnica per l'attivita'

contrattuale del Ministero, monitorandone i relativi costi, gli

standard ed i livelli di qualita' procedimentali e finanziari con

riferimento anche ai servizi aggiuntivi;

g) provvede ad incrementare la qualita' dei servizi resi

dall'amministrazione, al monitoraggio ed alla revisione della carta

dei servizi, ai sensi dell'articolo 11 del decreto legislativo

30 luglio 1999, n. 286 e successive modificazioni;

h) assicura l'assistenza tecnica sulle materie

giuridico-contabili di competenza dei diversi uffici centrali e

periferici; predispone le relazioni tecnico-finanziarie sui

provvedimenti normativi anche sulla base dei dati forniti dagli

uffici competenti;

i) coordina le attivita' di ogni singola Direzione generale

inerenti i profili assicurativi relativi all'assunzione in capo al

Ministero dei rischi cui sono esposti i beni archeologici,

architettonici, storico-artistici, etnoantropologici, archivistici e

librari;

l) esercita i diritti dell'azionista, secondo gli indirizzi

impartiti dal Ministro, su AR.CU.S s.p.a.;

3. Presso la Direzione generale per il bilancio e la programmazione

economica, la promozione, la qualita' e la standardizzazione delle

procedure opera il Nucleo per la valutazione degli investimenti.

4. La Direzione generale per il bilancio e la programmazione

economica, la promozione, la qualita' e la standardizzazione delle

procedure costituisce centro di responsabilita' amministrativa ai

sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279,

e successive modificazioni. Da essa dipendono funzionalmente, per gli

aspetti contabili, le direzioni regionali di cui all'articolo 17.

5. La Direzione generale per il bilancio e la programmazione

economica, la promozione, la qualita' e la standardizzazione delle

procedure si articola in 4 uffici dirigenziali non generali, i cui

compiti sono definiti con decreto ministeriale di natura non

regolamentare, adottato nel termine di sessanta giorni

dall'emanazione del presente regolamento.







Art. 6.

Direzione generale per i beni archeologici

1. La Direzione generale per i beni archeologici svolge le funzioni

e i compiti, non attribuiti alle Direzioni regionali ed ai

soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia,

relativi alla tutela di aree e beni archeologici, anche subacquei.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi

annuali e pluriennali di intervento;

b) concorda con la Direzione generale per la qualita' e la tutela

del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanee le

determinazioni da assumere nei procedimenti di valutazione di impatto

ambientale che riguardano interventi in aree o su beni archeologici;

c) autorizza il prestito di beni archeologici per mostre od

esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi

dell'articolo 48, comma 1, del Codice;

d) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono

esposti i beni archeologici dei quali sia stata autorizzata la

partecipazione a mostre ed esposizioni, sul territorio nazionale o

all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;

e) affida in concessione a soggetti pubblici o privati

l'esecuzione di ricerche archeologiche o di opere dirette al

ritrovamento di beni culturali, ai sensi dell'articolo 89 del codice;

f) elabora, su proposta dei direttori generali periferici, i

programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in

tema di catalogazione e inventariazione dei beni archeologici;

g) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di

mostre o esposizioni di beni archeologici e di ogni altra iniziativa

a carattere culturale che abbia ad oggetto beni archeologici, ai

sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice, ai fini

dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa

fiscale;

h) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle

determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte

mediante cessione di beni archeologici;

i) autorizza gli interventi di demolizione e rimozione definitiva

da eseguirsi sui beni arche )logici, ai sensi dell'articolo 21,

comma 1, lettere a) e b), del Codice, fatta eccezione per i casi di

urgenza, nei quali l'autorizzazione e' rilasciata dalla competente

Soprintendenza, che ne informa il direttore regionale e centrale;

l) provvede al pagamento del premio di rinvenimento nei casi

previsti dall'articolo 92 del Codice;

m) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal

Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni

archeologici;

n) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di

beni culturali a titolo di prelazione, di acquisto all'esportazione e

di espropriazione rispettivamente previste agli articoli 60, 70, 95,

96, 97 e 98 del Codice;

o) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa

privata, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913,

n. 363;

p) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione

centrale in materia di circolazione di cose e beni culturali in

ambito internazionale, tra i quali quelli di cui agli articoli 65,

comma 2, lettera b), 68, comma 4, 71, comma 4, 76, comma 2,

lettera e) e 82, del Codice;

q) fornisce per le materie di competenza il supporto e la

consulenza tecnico-scientifica alle Direzioni regionali e alle

Soprintendenze;

r) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi

previsti agli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice.

3. La Direzione generale per i beni archeologici esercita la

vigilanza sulle Soprintendenze speciali per i beni archeologici di

Napoli e Pompei e di Roma.

4. La Direzione generale per i beni archeologici costituisce centro

di responsabilita' amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del

decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive

modificazioni.

5. La Direzione generale per i beni archeologici si articola in 7

uffici dirigenziali non generali, compresi gli Istituti speciali e

nazionali; i compiti di detti Uffici sono definiti con decreto

ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel termine di

sessanta giorni dall'emanazione del presente regolamento.







Art. 7.

Direzione generale per la qualita' e la tutela del paesaggio,

l'architettura e l'arte contemporanee

1. La Direzione generale per la qualita' e la tutela del paesaggio,

l'architettura e l'arte contemporanee svolge le funzioni e i compiti,

non attribuiti alle Direzioni regionali ed ai soprintendenti di

settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla

qualita' ed alla tutela paesaggistica, alla qualita' architettonica

ed urbanistica ed alla promozione dell'arte contemporanea.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi

annuali e pluriennali di intervento;

b) elabora, anche su proposta delle direzioni regionali, i

programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in

tema di inventariazione e catalogazione dei beni paesaggistici;

c) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle

determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte

mediante cessione di beni artistici contemporanei;

d) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal

Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni

paesaggistici;

e) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa

privata, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913,

n. 363 di beni rientranti nel settore di competenza;

f) esprime le determinazioni dell'Amministrazione, concordate con

le altre direzioni generali competenti, in sede di conferenza di

servizi o nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale per

interventi di carattere intersettoriale, di dimensione

sovraregionale;

g) adotta la dichiarazione di notevole interesse pubblico

relativamente ai beni paesaggistici, ai sensi dell'articolo 141 del

Codice;

h) fornisce per le materie di competenza il supporto e la

consulenza tecnico-scientifica alle Direzioni regionali e alle

Soprintendenze;

i) istruisce, acquisite le valutazioni delle altre competenti

direzioni generali, i procedimenti di valutazione di impatto

ambientale ed esprime il parere per le successive determinazioni del

Ministro;

l) propone al Ministro la stipulazione delle intese di cui

all'articolo 143, comma 3, del Codice;

m) propone al Ministro, d'intesa con la Direzione regionale

competente, l'esercizio di poteri sostitutivi per l'approvazione dei

piani paesaggistici;

n) promuove la qualita' del progetto e dell'opera architettonica

e urbanistica; partecipa all'ideazione di opere pubbliche o fornisce

consulenza alla loro progettazione, con particolare riguardo alle

opere destinate ad attivita' culturali o a quelle che incidano in

modo particolare sulla qualita' del contesto storico-artistico e

paesaggistico-ambientale;

o) dichiara l'importante carattere artistico delle opere di

architettura contemporanea, ai sensi e per gli effetti

dell'articolo 20 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive

modificazioni e dell'articolo 37 del Codice;

p) ammette ai contributi economici le opere architettoniche

dichiarate di importante carattere artistico e gli interventi

riconosciuti di particolare qualita' architettonica e urbanistica ai

sensi dell'articolo 37 del Codice;

q) promuove la formazione, in collaborazione con le universita',

le regioni e gli enti locali, in materia di conoscenza della cultura

e della qualita' architettonica, urbanistica e del paesaggio;

r) promuove la formazione, in collaborazione con le universita',

le regioni e gli enti locali, in materia di conoscenza dell'arte

contemporanea;

s) promuove la conoscenza dell'arte contemporanea italiana

all'estero, fatte salve le competenze del Ministero degli affari

esteri e d'intesa con il medesimo;

t) diffonde la conoscenza dell'arte contemporanea e valorizza,

anche mediante concorsi, le opere di giovani artisti;

u) esercita la vigilanza sulla Fondazione La Triennale di Milano

e sulla Fondazione La Quadriennale di Roma;

v) esprime alla Direzione generale per il cinema le valutazioni

di competenza ai fini dell'esercizio della vigilanza sulla Fondazione

La Biennale di Venezia;

z) coordina ed indirizza le attivita' del Centro per la

documentazione e la valorizzazione delle arti contemporanee,

istituito dall'articolo 1, comma 1 della legge 12 luglio 1999, n.

237, il cui ordinamento interno e le relative modalita' di

funzionamento sono disciplinati con apposito regolamento.

3. La Direzione generale per la qualita' e la tutela del paesaggio,

l'architettura e l'arte contemporanee costituisce centro di

responsabilita' amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto

legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.

4. La Direzione generale per la qualita' e la tutela del paesaggio,

l'architettura e l'arte contemporanee si articola in cinque uffici

dirigenziali non generali, compreso il Centro per la documentazione e

la valorizzazione delle arti contemporanee; i compiti di detti Uffici

sono definiti con decreto ministeriale di natura non regolamentare,

adottato nel termine di sessanta giorni dall'emanazione del presente

regolamento.







Art. 8.

Direzione generale per i beni architettonici,

storico-artistici ed etnoantropologici

1. La Direzione generale per i beni architettonici,

storico-artistici ed etnoantropologici svolge le funzioni e i

compiti, non attribuiti alle Direzioni generali periferiche o ai

soprintendenti di settore ai sensi delle disposizioni in materia,

relativi alla tutela dei beni architettonici, storici, artistici ed

etnoantropologici, ivi compresi i dipinti murali e gli apparati

decorativi.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi

annuali e pluriennali di intervento proposti dai direttori regionali;

b) autorizza gli interventi di demolizione e rimozione definitiva

da eseguirsi sui beni architettonici, storici, artistici ed

etnoantropologici, ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lettere a), b)

e c) del Codice;

c) autorizza il prestito di beni storici, artistici ed

etnoantropologici per mostre od esposizioni sul territorio nazionale

o all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;

d) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono

esposti i beni storici, artistici ed etnoantropologici dei quali sia

stata autorizzata la partecipazione a mostre ed esposizioni, sul

territorio nazionale o all'estero, ai sensi dell'articolo 48,

comma 5, del Codice;

e) elabora, anche su proposta delle direzioni regionali, i

programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in

tema di catalogazione e inventariazione dei beni architettonici,

storici, artistici ed etnoantropologici;

f) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di

mostre o esposizioni di beni storici, artistici ed etnoantropologici

e di ogni altra iniziativa a carattere culturale avente ad oggetto i

beni medesimi, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice, ai

fini dell'applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa

fiscale;

g) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle

determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte

mediante cessione di beni architettonici, storici, artistici ed

etnoantropologici;

h) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal

Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni

architettonici, storici, artistici ed etnoantropologici;

i) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di

beni culturali a titolo di prelazione, di acquisto all'esportazione e

di espropriazione, rispettivamente previste agli articoli 60, 70, 95,

96 e 98 del Codice;

l) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa

privata, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto 30 gennaio 1913,

n. 363;

m) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione

centrale in materia di circolazione di cose e beni culturali in

ambito internazionale, tra i quali quelli di cui agli articoli 65,

comma 2, lettera b), 68, comma 4, 71, comma 4, 76, comma 2,

lettera e) e 82, del Codice.

n) fornisce, per le materie di competenza, il supporto e la

consulenza tecnico-scientifica alle Direzioni regionali e alle

Soprintendenze;

o) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi

previsti agli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice.

3. La Direzione generale per i beni architettonici,

storico-artistici ed etnoantropologici esercita, per il settore di

competenza, la vigilanza sugli Istituti di cui all'articolo 15,

comma 1, lettera d), e comma 3, lettere c), d), e) ed f).

4. La Direzione generale per i beni architettonici,

storico-artistici ed etnoantropologici costituisce centro di

responsabilita' amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto

legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.

5. La Direzione generale per i beni architettonici,

storico-artistici ed etnoantropologici si articola in undici uffici

dirigenziali non generali, compresi gli Istituti speciali e

nazionali; i compiti di detti Uffici sono definiti con decreto

ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel termine di

sessanta giorni dall'emanazione del presente regolamento.







Art. 9.

Direzione generale per gli archivi

1. La Direzione generale per gli archivi svolge le funzioni e i

compiti, non attribuiti alle Direzioni regionali o ai soprintendenti

di settore ai sensi delle disposizioni in materia, relativi alla

tutela dei beni archivistici.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi

annuali e pluriennali di intervento;

b) autorizza gli interventi previsti dall'articolo 21, comma 1,

del Codice da eseguirsi sui beni archivistici;

c) autorizza il prestito di beni archivistici per mostre od

esposizioni sul territorio nazionale o all'estero, ai sensi

dell'articolo 48, comma 1, del Codice;

d) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono

esposti i beni archivistici dei quali sia stata autorizzata la

partecipazione a mostre ed esposizioni, sul territorio nazionale o

all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;

e) elabora programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative

scientifiche;

f) esercita le funzioni in materia di riproduzione e restauro dei

beni archivistici, conservazione della memoria digitale, rapporti con

gli organismi internazionali di settore;

g) approva i piani di conservazione e scarto degli archivi degli

uffici dell'amministrazione statale;

h) concede contributi per interventi su archivi vigilati;

i) cura le intese con i competenti organi del Ministero

dell'interno per l'individuazione dei documenti di carattere

riservato presso gli archivi pubblici e privati e per la definizione

delle modalita' di consultazione dei medesimi;

l) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di

mostre o esposizioni di beni archivistici e di ogni altra iniziativa

a carattere culturale avente ad oggetto i beni medesimi, ai sensi

dell'articolo 48, comma 6, del Codice ai fini dell'applicazione delle

agevolazioni previste dalla normativa fiscale;

m) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle

determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte

mediante cessione di beni archivistici;

n) coordina l'attivita' delle scuole di archivistica istituite

presso gli archivi di Stato;

o) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal

Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni

archivistici;

p) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di

beni archivistici a titolo di prelazione, di acquisto

all'esportazione e di espropriazione rispettivamente previste agli

articoli 60, 70, 95 e 98, del Codice;

q) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa

privata di beni archivistici, ai sensi dell'articolo 21 del regio

decreto 30 gennaio 1913, n. 363;

r) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione

centrale in materia di circolazione di beni archivistici in ambito

internazionale;

s) decide, per i settori di competenza, i ricorsi amministrativi

previsti agli articoli 16, 69 e 128, del Codice.

3. La Direzione generale per gli archivi svolge le funzioni di

coordinamento e di vigilanza sull'Archivio centrale dello Stato e

sull'Istituto centrale per gli archivi.

4. La Direzione generale per gli archivi, in materia informatica,

elabora e coordina le metodologie archivistiche relative

all'attivita' di ordinamento e di inventariazione, esercita il

coordinamento dei sistemi informativi archivistici sul territorio

nazionale, studia ed applica sistemi di conservazione permanente

degli archivi digitali, promuove l'applicazione di metodologie e

parametri, anche attraverso iniziative di formazione e aggiornamento.

5. La Direzione generale per gli archivi costituisce centro di

responsabilita' amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto

legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.

6. La Direzione generale per gli archivi si articola in dieci

uffici dirigenziali non generali, compresi quelli aventi sede nelle

regioni Sicilia e Trentino-Alto Adige e gli Istituti speciali e

centrali; i compiti di detti uffici sono definiti con decreto

ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel termine di

sessanta giorni dall'emanazione del presente regolamento.





Art. 10.

Direzione generale per i beni librari, gli istituti

culturali ed il diritto d'autore

1. La Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali

ed il diritto d'autore svolge funzioni e compiti non attribuiti alle

direzione regionali e ai soprintendenti di settore ai sensi delle

disposizioni in materia, relativi alle biblioteche pubbliche statali,

ai servizi bibliografici e bibliotecari nazionali, agli istituti

culturali, alla promozione del libro e della lettura ed alla

proprieta' letteraria e diritto d'autore.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) esprime il parere, per il settore di competenza, sui programmi

annuali e pluriennali di intervento;

b) autorizza, ai sensi dell'articolo 21 del codice, gli

interventi da eseguirsi sui beni librari sottoposti a tutela statale;

c) autorizza il prestito di beni librari sottoposti a tutela

statale per mostre od esposizioni sul territorio nazionale o

all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 1, del Codice;

d) delibera l'assunzione in capo al Ministero dei rischi cui sono

esposti i beni librari dei quali sia sta autorizzata la

partecipazione a mostre ed esposizioni, sul territorio nazionale o

all'estero, ai sensi dell'articolo 48, comma 5, del Codice;

e) elabora programmi concernenti studi, ricerche ed iniziative

scientifiche in tema di catalogazione e inventariazione dei beni

librari;

f) dichiara il rilevante interesse culturale o scientifico di

mostre o esposizioni di beni librari e di ogni altra iniziativa a

carattere culturale, ai sensi dell'articolo 48, comma 6, del Codice

ai fini applicazione delle agevolazioni previste dalla normativa

fiscale;

g) esprime la volonta' dell'Amministrazione nell'ambito delle

determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte

mediante cessione di beni librari;

h) irroga le sanzioni ripristinatorie e pecuniarie previste dal

Codice per la violazione delle disposizioni in materia di beni

librari;

i) incentiva l'ideazione, la progettazione e la realizzazione di

programmi editoriali tematici, volti in particolare a valorizzare le

opere di saggistica, di narrativa e di poesia di autori

contemporanei, italiani e stranieri;

l) promuove, presso le scuole di ogni ordine e grado, la

diffusione della letteratura e della saggistica attinenti alle

materie insegnate, attraverso programmi concordati con il Ministero

della pubblica istruzione;

m) incentiva, anche attraverso iniziative promozionali, la

diffusione del libro e la conoscenza delle biblioteche e dei relativi

servizi;

n) provvede allo svolgimento dell'attivita' istruttoria per la

concessione di contributi e alle conseguenti verifiche amministrative

e contabili, ispezioni e controlli sui soggetti beneficiari ai sensi

della legge 17 ottobre 1996, n. 534;

o) adotta i provvedimenti in materia di acquisizioni coattive di

beni librari a titolo di prelazione e di espropriazione

rispettivamente previste agli articoli 60, 95 e 98, del Codice;

p) adotta i provvedimenti in materia di acquisti a trattativa

privata di beni librari, ai sensi dell'articolo 21 del regio decreto

30 gennaio 1913, n. 363;

q) adotta i provvedimenti di competenza dell'amministrazione

centrale in materia di circolazione di beni librari in ambito

internazionale;

r) decide, per i settori di competenza i ricorsi amministrativi

previsti agli articoli 16, 69 e 128, del codice.

3. La Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali

ed il diritto d'autore, sentite le altre direzioni generali

competenti, svolge i compiti in materia di proprieta' letteraria e di

diritto d'autore e di vigilanza sulla Societa' italiana autori ed

editori (SIAE) ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo

30 luglio 1999, n. 303, e successive modificazioni.

4. Restano ferme la composizione e le competenze del Comitato

consultivo permanente per il diritto di autore di cui

all'articolo 190 della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive

modificazioni, che opera presso la Direzione generale per i beni

librari, gli istituti culturali ed il diritto d'autore e svolge

funzioni di organo consultivo centrale.

5. La Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali

ed il diritto d'autore svolge le funzioni di coordinamento e di

vigilanza sull'Istituto centrale per il catalogo unico delle

biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche, sulla

biblioteca nazionale centrale di Roma, sulla biblioteca nazionale

centrale di Firenze, sul Centro per il libro e la lettura e

sull'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.

6. La Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali

ed il diritto d'autore costituisce centro di responsabilita'

amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto legislativo

7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.

7. La Direzione generale per i beni librari, gli istituti culturali

ed il diritto d'autore si articola in 9 uffici dirigenziali non

generali, compresi gli Istituti speciali, nazionali e centrali; i

compiti di detti Uffici sono definiti con decreto ministeriale di

natura non regolamentare, adottato nel termine di sessanta giorni

dall'emanazione del presente regolamento.







Articolo 11.

Direzione generale per il cinema

1. La Direzione generale per il cinema svolge funzioni e compiti in

materia di attivita' cinematografiche.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) dispone interventi finanziari a sostegno delle attivita'

cinematografiche e promuove la cultura cinematografica;

b) svolge verifiche amministrative e contabili, ispezioni e

controlli sugli enti sottoposti a vigilanza e sui soggetti

beneficiari di contributi da parte del Ministero;

c) esercita la vigilanza sulla fondazione Centro sperimentale di

cinematografia;

d) ai sensi di quanto previsto dall'articolo 2, comma 2, esercita

la vigilanza ai sensi dell'articolo 24 del decreto legislativo

29 gennaio 1998, n. 19, sulla fondazione La Biennale di Venezia,

sentite le altre direzioni generali competenti per la materia

medesima;

e) esprime alla Direzione generale per i beni librari, gli

istituti culturali ed il diritto d'autore le valutazioni di

competenza ai fini dello svolgimento dei compiti in materia di

proprieta' letteraria, diritto d'autore e di vigilanza sulla Societa'

italiana autori ed editori (SIAE), ai sensi dell'articolo 10 del

decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive

modificazioni;

3. Il Direttore generale presiede le commissioni in materia di

attivita' cinematografiche previste dalla normativa di settore e

partecipa alle riunioni della Consulta per lo spettacolo e della

relativa sezione competente.

4. La Direzione generale per il cinema costituisce centro di

responsabilita' amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del decreto

legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive modificazioni.

5. La Direzione generale per il cinema si articola in 4 uffici

dirigenziali non generali, i cui compiti sono definiti con decreto

ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel termine di

sessanta giorni dall'emanazione del presente regolamento.







Articolo 12.

Direzione generale per lo spettacolo dal vivo

1. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo svolge funzioni

e compiti in materia di attivita' di spettacolo dal vivo, con

riferimento alla musica, alla danza, al teatro, ai circhi, allo

spettacolo viaggiante ed ai festival teatrali.

2. In particolare, il Direttore generale:

a) dispone interventi finanziari a sostegno delle attivita' dello

spettacolo;

b) svolge verifiche amministrative e contabili, ispezioni e

controlli sugli enti sottoposti a vigilanza e sui soggetti

beneficiari di contributi da parte del Ministero;

c) esercita la vigilanza sull'Ente teatrale italiano (ETI) e

sull'Istituto nazionale per il dramma antico (INDA);

d) esprime alla Direzione generale per il cinema le valutazioni

di competenza ai fini dell'esercizio della vigilanza sulla Fondazione

La Biennale di Venezia.

e) esprime alla Direzione generale per i beni librari, gli

istituti culturali ed il diritto d'autore le valutazioni di

competenza ai fini dello svolgimento dei compiti in materia di

proprieta' letteraria e diritto d'autore e di vigilanza sulla

Societa' italiana autori ed editori (SIAE), ai sensi dell'articolo 10

del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, e successive

modificazioni;

f) esercita le funzioni relative alla vigilanza del Ministro

sull'Istituto per il credito sportivo, ai sensi dell'articolo 1,

comma 19, lettera a), del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233.

3. Il Direttore generale presiede le commissioni in materia di

spettacolo dal vivo previste dalla normativa di settore e partecipa

alle riunioni della Consulta per lo spettacolo e delle relative

sezioni competenti.

4. Restano ferme la composizione e le competenze dell'Osservatorio

dello spettacolo, che opera presso la Direzione generale per lo

spettacolo dal vivo. Resta fermo quanto previsto all'articolo 11,

comma 2, del decreto legislativo 21 dicembre 1998, n. 492, e

successive modificazioni.

5. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo costituisce

centro di responsabilita' amministrativa ai sensi dell'articolo 3 del

decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, e successive

modificazioni.

6. La Direzione generale per lo spettacolo dal vivo si articola in

3 uffici dirigenziali non generali, i cui compiti sono definiti con

decreto ministeriale di natura non regolamentare, adottato nel

termine di sessanta giorni dall'emanazione del presente regolamento.

logo gazzetta

Capo II

Organi consultivi centrali









Articolo 13.

Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici

1. Il Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici, di

seguito denominato "Consiglio superiore", e' organo consultivo del

Ministero a carattere tecnico-scientifico in materia di beni

culturali e paesaggistici.

2. Il Consiglio superiore esprime pareri, su richiesta del

direttore generale competente trasmessa per il tramite dell'Ufficio

di gabinetto:

a) obbligatoriamente, sui programmi nazionali per i beni

culturali e paesaggistici e sui relativi piani di spesa annuali e

pluriennali, predisposti dall'amministrazione;

b) obbligatoriamente, sugli schemi di accordi internazionali in

materia di beni culturali;

c) sui piani strategici di sviluppo culturale e sui programmi di

valorizzazione dei beni culturali;

d) sui piani paesaggistici elaborati congiuntamente con le

regioni;

e) sugli schemi di atti normativi e amministrativi generali

afferenti la materia dei beni culturali e paesaggistici e

l'organizzazione del Ministero;

f) su questioni di carattere generale di particolare rilievo

concernenti la materia dei beni culturali e paesaggistici;

g) su questioni in materia di beni culturali e paesaggistici

formulate da altre amministrazioni statali regionali, locali, nonche'

da Stati esteri.

3. Il Consiglio superiore puo' inoltre avanzare proposte al

Ministro su ogni questione di carattere generale di particolare

rilievo afferente la materia dei beni culturali e paesaggistici.

4. Il Consiglio superiore e' composto da:

a) i presidenti dei Comitati tecnico-scientifici;

b) otto eminenti personalita' del mondo della cultura nominate,

nel rispetto del principio di equilibrio di genere, dal Ministro, tre

delle quali su designazione della Conferenza unificata di cui

all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

5. Il Ministro nomina il presidente del Consiglio superiore tra le

personalita' di cui al comma 4, lettera. b). Il Consiglio superiore

elegge a maggioranza tra i propri componenti il vice presidente e

adotta un regolamento interno. I pareri sono espressi, di norma,

entro trenta giorni dal ricevimento della richiesta. Nei casi di

urgenza, il termine e' ridotto a dieci giorni. In caso di parita' di

voti prevale quello del presidente.

6. Il Consiglio superiore e' integrato con tre rappresentanti del

personale del Ministero, eletti con le modalita' previste dal decreto

del Presidente della Repubblica 22 luglio 1977, n. 721, quando

esprime pareri sulle materie di cui al comma 2, lettera a), ovvero su

questioni aventi ad oggetto il personale del Ministero.

7. Il termine di durata del Consiglio superiore e' stabilito in tre

anni. Prima della scadenza del termine di durata, il Consiglio

superiore presenta una relazione sull'attivita' svolta al Ministro

per i beni e le attivita' culturali, che la trasmette alla Presidenza

del Consiglio dei Ministri, ai fini della valutazione congiunta della

perdurante utilita' dell'organismo e della conseguente eventuale

proroga della durata, comunque non superiore a tre anni, da adottarsi

con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta

del Ministro per i beni e le attivita' culturali. Gli eventuali

successivi decreti di proroga sono adottati secondo la medesima

procedura. Successivamente alla data di entrata in vigore del

presente decreto, i componenti del Consiglio superiore restano in

carica fino alla scadenza del termine di durata dell'organo e possono

essere confermati una sola volta nel caso di proroga della durata del

Consiglio superiore. Essi non possono esercitare le attivita' di

impresa previste dall'articolo 2195 del Codice civile quando esse

attengono a materie di competenza del Ministero, ne' essere

amministratori o sindaci di societa' che svolgono le medesime

attivita'; non possono essere titolari di rapporti di collaborazione

professionale con il Ministero; non possono essere presidenti o

membri del Consiglio di amministrazione di istituzioni o enti

destinatari di contributi o altre forme di finanziamento da parte del

Ministero ne' assumere incarichi professionali in progetti o

iniziative il cui finanziamento, anche parziale, e' soggetto a parere

del Consiglio superiore.

8. Presso il Consiglio superiore opera un ufficio di segreteria,

formato da personale gia' in servizio presso il Ministero. Le

relative risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento

del Consiglio superiore sono assicurate dalla Direzione generale per

l'organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione

professionale e le relazioni sindacali.

9. Il Consiglio superiore ed la Consulta per lo spettacolo si

riuniscono in seduta congiunta, su convocazione del Ministro, per

l'esame di provvedimenti di particolare rilievo attinenti le sfere di

competenza di ambedue gli organi consultivi.







Articolo 14.

Comitati tecnico-scientifici

1. Sono organi consultivi del Ministero i seguenti Comitati

tecnico-scientifici:

a) comitato tecnico-scientifico per i beni archeologici;

b) comitato tecnico-scientifico per i beni architettonici e

paesaggistici;

c) comitato tecnico-scientifico per il patrimonio storico,

artistico ed etnoantropologico;

d) comitato tecnico-scientifico per gli archivi;

e) comitato tecnico-scientifico per i beni librari e gli istituti

culturali;

f) comitato tecnico-scientifico per la qualita' architettonica e

urbana e per l'arte contemporanea;

g) comitato tecnico-scientifico per l'economia della cultura.

2. I comitati di cui alle lettere a), b), c), d), e) ed f) del

comma 1:

a) avanzano proposte, per la materia di propria competenza, per

la definizione dei programmi nazionali per i beni culturali e

paesaggistici e dei relativi piani di spesa;

b) esprimono pareri, a richiesta del Segretario generale o dei

direttori generali competenti, ed avanzano proposte in ordine a

metodologie e criteri di intervento in materia di conservazione di

beni culturali e paesaggistici;

c) esprimono pareri in merito all'adozione di provvedimenti di

tutela, quali le acquisizioni e gli atti ablatori, di particolare

rilievo, su richiesta del segretario generale o dei direttori

generali competenti;

d) esprimono pareri in ordine ai ricorsi amministrativi proposti

ai sensi degli articoli 16, 47, 69 e 128 del Codice;

e) esprimono pareri su ogni altra questione di carattere

tecnico-scientifico ad essi sottoposta.

3. Il comitato di cui alla lettera g) del comma 1:

a) avanza proposte per la definizione di piani e programmi per i

beni culturali e paesaggistici finalizzati a favorire l'incremento

delle risorse destinate al settore;

b) esprime pareri, a richiesta del Segretario generale o dei

direttori generali, ed avanza proposte su questioni di carattere

tecnico-economico concernenti gli interventi per i beni culturali.

4. Ciascun Comitato e' composto:

a) da un rappresentante eletto, al proprio interno, dal personale

tecnico-scientifico dell'amministrazione tra le professionalita'

attinenti alla sfera di competenza del singolo Comitato; il

rappresentante del Comitato tecnico-scientifico per l'economia della

cultura e' eletto, al proprio interno, da tutto il personale di

livello dirigenziale e di area C del Ministero, appartenente sia a

profili tecnico-scientifici che a profili amministrativi;

b) da due esperti di chiara fama in materie attinenti alla sfera

di competenza del singolo Comitato, designati dal Ministro, nel

rispetto del principio di equilibrio di genere;

c) da un professore universitario di ruolo nei settori

disciplinari direttamente attinenti alla sfera di competenza del

singolo Comitato, designato dal Consiglio universitario nazionale.

5. Nel Comitato di cui al comma 1, lettera e), il Ministro

assicura, nell'ambito delle designazioni di comma 4, lettera b), la

presenza di un esperto nelle politiche di gestione degli istituti

culturali. Alle riunioni dei Comitati possono partecipare, senza

diritto di voto, il Segretario generale o i direttori generali

competenti per materia. In caso di parita' di voti, prevale quello

del Presidente.

6. I comitati eleggono a maggioranza tra i propri componenti il

presidente ed il vice presidente, assicurando che non siano

espressione della medesima categoria tra quelle indicate al comma 4.

Nel caso in cui nessun candidato risulti eletto presidente al termine

dello scrutinio, diviene presidente il componente del Comitato

designato prioritariamente dal Ministro. Ai componenti dei Comitati

si applica quanto previsto dall'articolo 13, comma 7.

7. I comitati, o alcuni di essi, si riuniscono in seduta congiunta,

a richiesta del Ministro o del Segretario generale, per l'esame di

questioni di carattere intersettoriale.

8. Le risorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento

dei singoli Comitati sono assicurate dalle competenti Direzioni

generali.
logo gazzetta

Capo III

Istituti centrali e istituti con finalita' particolari









Art. 15.

Istituti centrali e dotati di autonomia speciale

1. Sono istituti centrali:

a) l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione;

b) l'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche

italiane e per le informazioni bibliografiche;

c) l'Opificio delle pietre dure;

d) l'Istituto centrale per la demoetnoantropologia;

e) l'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del

patrimonio archivistico e librario, che assorbe l'Istituto centrale

per la patologia del libro ed il Centro fotoriproduzione, legatoria e

restauro degli archivi di Stato;

f) l'Istituto centrale per gli archivi di cui all'articolo 6,

comma 3 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368;

g) l'Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi, che

subentra alla Discoteca di Stato.

2. Agli istituti centrali di cui al comma 1, lettere a), b) ed e),

continuano ad applicarsi le disposizioni di cui agli articoli da 12 a

22 del decreto del Presidente della Repubblica 3 dicembre 1975, n.

805, fino alla data di entrata in vigore dei regolamenti di

organizzazione dei singoli istituti, emanati ai sensi

dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

3. Sono Istituti dotati di autonomia speciale:

a) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e

Pompei;

b) la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma;

c) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico,

artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citta' di

Venezia e dei comuni della Gronda lagunare;

d) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico,

artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citta' di

Napoli;

e) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico,

artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citta' di

Roma;

f) la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico,

artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della citta' di

Firenze;

g) 1'Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, che

subentra all'Istituto centrale del restauro;

h) la Biblioteca nazionale centrale di Roma;

i) la Biblioteca nazionale centrale di Firenze;

l) il Centro per il libro e la lettura;

m) l'Archivio centrale dello Stato.

4. Rimangono in vigore le disposizioni relative agli istituti con

particolari finalita' di cui al decreto del Presidente della

Repubblica n. 805 del 1975, fino alla data di entrata in vigore dei

regolamenti di organizzazione dei singoli istituti, emanati ai sensi

dell'articolo 17, comma 4-bis, della citata legge n. 400 del 1988.

5. Con decreti ministeriali emanati ai sensi dell'articolo 17,

comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988 gli istituti indicati ai

commi 2 e 3 e gli altri organismi istituiti come autonomi ai sensi

dell'articolo 8 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, e

successive modificazioni possono essere riordinati o soppressi; con

le stesse modalita' possono altresi' essere costituiti nuovi

organismi dotati delle medesime forme di autonomia, nel rispetto

dell'invarianza della spesa.

6. Il conferimento degli incarichi di direzione degli Istituti di

cui al presente articolo e' disposto secondo le procedure previste

dal decreto ministeriale 16 maggio 2007. Il relativo contratto e'

stipulato tra il dirigente ed il Direttore generale per

l'organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione

professionale e le relazioni sindacali.









Capo IV

Amministrazione periferica









Art. 16.

Organi periferici del Ministero

1. Sono organi periferici del Ministero:

a) le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici;

b) le soprintendenze:

1) per i beni archeologici;

2) per i beni architettonici e paesaggistici;

3) per i beni storici, artistici ed etnoantropologici;

c) le soprintendenze archivistiche;

d) gli archivi di Stato;

e) le biblioteche statali;

f) i musei.

2. Le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici sono

uffici di livello dirigenziale generale ai sensi dell'articolo 1,

comma 1, primo periodo.

3. I dirigenti preposti agli uffici dirigenziali periferici

provvedono alla organizzazione e gestione delle risorse umane e

strumentali ad essi rispettivamente assegnate, ferme restando le

competenze in materia della direzione generale per l'organizzazione,

l'innovazione, la formazione, la qualificazione professionale e le

relazioni sindacali.







Art. 17.

Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici

1. Le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici

coordinano l'attivita' delle strutture periferiche del Ministero di

cui all'articolo 16, comma 1, lettere b), c), d), e), e f), presenti

nel territorio regionale; questi ultimi, pur nel rispetto

dell'autonomia scientifica degli archivi e delle biblioteche,

costituiscono articolazione delle direzioni regionali. Curano i

rapporti del Ministero e delle strutture periferiche con le regioni,

gli enti locali e le altre istituzioni presenti nella regione

medesima.

2. L'incarico di direttore regionale per i beni culturali e

paesaggistici e' conferito ai sensi dell'art. 19, comma 4, del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive

modificazioni, previa comunicazione al presidente della regione,

sentito il segretario generale.

3. Il direttore regionale, in particolare:

a) esercita sulle attivita' degli uffici di cui all'articolo 16,

comma 1, lettere b), c), d), e) ed f), i poteri di direzione,

indirizzo, coordinamento, controllo e, solo in caso di necessita' ed

urgenza, informati il direttore generale competente per materia ed il

segretario generale, avocazione e sostituzione;

b) riferisce trimestralmente ai direttori generali centrali di

settore sull'andamento dell'attivita' di tutela svolta;

c) verifica la sussistenza dell'interesse culturale nei beni

appartenenti a soggetti pubblici e a persone giuridiche private senza

fine di lucro, ai sensi dell'articolo 12 del Codice;

d) dichiara, su proposta degli uffici di cui all'articolo 16,

comma 1, lettere b) e f), l'interesse culturale delle cose di

proprieta' privata ai sensi dell'articolo 13 del Codice;

e) detta, su proposta delle competenti Soprintendenze di settore,

prescrizioni di tutela indiretta ai sensi dell'articolo 45 del

Codice;

f) dispone il concorso del Ministero, sulla base di criteri

definiti dalle direzioni generali centrali di settore, nelle spese

effettuate dai proprietari, possessori o detentori di beni culturali

per interventi conservativi nei casi previsti dagli articoli 34 e 35

del Codice ed eroga il contributo di cui all'articolo 37;

g) propone al direttore generale competente, sentite le

Soprintendenze di settore, l'esercizio della prelazione da parte del

Ministero, ai sensi dell'articolo 60 del Codice, ovvero la rinuncia

ad essa e trasmette al direttore generale medesimo le proposte di

prelazione da parte della regione, o degli altri alti pubblici

territoriali, accompagnati dalle proprie valutazioni. Su indicazione

del direttore generale comunica all'ente che ha formulato la proposta

di prelazione la rinuncia dello Stato all'esercizio della medesima,

ai sensi dell'articolo 62, comma 3, del Codice;

h) autorizza le alienazioni, le permute, le costituzioni di

ipoteca e di pegno e ogni altro negozio giuridico che comporta il

trasferimento a titolo oneroso di beni culturali appartenenti a

soggetti pubblici, ai sensi degli articoli 55, 56 e 58 del Codice;

i) impone ai proprietari, possessori o detentori di beni

culturali gli interventi necessari per assicurarne la conservazione,

ovvero dispone, allo stesso fine, l'intervento diretto del Ministero

ai sensi dell'articolo 32 del Codice;

l) concede l'uso dei beni culturali in consegna al Ministero, ai

sensi degli articoli 106 e 107 del Codice;

m) esprime l'assenso del Ministero sulle proposte di acquisizione

in comodato di beni culturali di proprieta' privata, formulate alle

Soprintendenze di settore, e sulle richieste di deposito di beni

culturali di soggetti pubblici presso musei presenti nel territorio

regionale, sentito il parere dei predetti organi ai sensi

dell'articolo 44 del Codice;

n) esprime il parere di competenza del Ministero in sede di

conferenza di servizi, per gli interventi in ambito regionale, che

riguardano le competenze di piu' soprintendenze di settore;

o) richiede alle commissioni provinciali, anche su iniziativa

delle Soprintendenze di settore, l'adozione della proposta di

dichiarazione di interesse pubblico per i beni paesaggistici, ai

sensi dell'articolo 138 del codice;

p) propone al Ministro, d'intesa con la direzione generale

competente, la stipulazione delle intese di cui all'art. 143,

comma 3, del codice;

q) propone al Ministro, d'intesa con la direzione generale

competente, l'esercizio dei poteri sostituivi per l'approvazione dei

piani paesaggistici;

r) propone al direttore generale competente l'adozione in via

sostitutiva della dichiarazione di notevole interesse pubblico dei

beni paesaggistici ai sensi dell'articolo 141 del codice;

s) unifica ed aggiorna le funzioni di catalogo e tutela

nell'ambito della regione di competenza, secondo criteri e direttive

fornite dai competenti organi centrali;

t) propone ai fini dell'istruttoria gli interventi da inserire

nei programmi annuali e pluriennali e nei relativi piani di spesa,

individuando le priorita' anche sulla base delle indicazioni delle

soprintendenze di settore e degli uffici di cui all'articolo 16,

comma 1, lettere a), b), c), d), e) ed f);

u) stipula, previa istruttoria della soprintendenza competente,

accordi e convenzioni con i proprietari di beni culturali, oggetto di

interventi conservativi, alla cui spesa ha contribuito il Ministro,

al fine di stabilire le modalita' per l'accesso ai beni medesimi da

parte del pubblico, ai sensi dell'articolo 38 del codice;

v) adotta i provvedimenti necessari per il pagamento od il

recupero di somme che e' tenuto, rispettivamente, a corrispondere o a

riscuotere in relazione all'esercizio delle funzioni e dei compiti

attribuiti;

z) predispone, d'intesa con le regioni, i programmi ed i piani

finalizzati all'attuazione degli interventi di riqualificazione,

recupero e valorizzazione delle aree sottoposte alle disposizioni di

tutela dei beni paesaggistici;

aa) propone al direttore generale competente i programmi

concernenti studi, ricerche ed iniziative scientifiche in tema di

catalogazione e inventariazione dei beni culturali, definiti in

concorso con le regioni ai sensi della normativa in materia; promuove

l'organizzazione di studi, ricerche ed iniziative culturali, anche in

collaborazione con le regioni, le universita' e le istituzioni

culturali e di ricerca; promuove, in collaborazione con le

universita', le regioni e gli enti locali, la formazione in materia

di tutela del paesaggio, della cultura e della qualita'

architettonica e urbanistica;

bb) promuove, presso le scuole di ogni ordine e grado, la

diffusione della storia dell'arte e della conoscenza del patrimonio

culturale della regione, attraverso programmi concordati con il

ministero della pubblica istruzione;

cc) vigila sulla realizzazione delle opere d'arte negli edifici

pubblici ai sensi delle legge 29 luglio 1949, n. 717, e successive

modificazioni;

dd) dispone, previa istruttoria delle soprintendenze di

settore, l'affidamento diretto o in concessione delle attivita' e dei

servizi pubblici di valorizzazione di beni culturali, ai sensi

dell'articolo 115 del codice;

ee) svolge le funzioni di stazione appaltante in relazione agli

interventi conservativi da effettuarsi con fondi dello Stato o

affidati in gestione allo Stato sui beni culturali presenti nel

territorio di competenza;

ff) organizza e gestisce le risorse strumentali ed umane degli

uffici del Ministero nell'ambito della regione, compresi gli istituti

dotati di speciale autonomia; l'assegnazione del personale agli

uffici viene disposta sentita la direzione generale per

l'organizzazione, l'innovazione, la formazione, la qualificazione

professionale e le relazioni sindacali, nonche' la direzione generale

competente per materia;

gg) cura le relazioni sindacali e la contrattazione collettiva

a livello regionale;

hh) fornisce al segretario generale le valutazioni di

competenza ai fini dell'istruttoria di cui all'articolo 2, comma 3,

lettera i).

4. I direttori regionali possono delegare i compiti di cui alle

lettere c), d), i), l), u), bb) e cc), del comma 3, fatti salvi i

progetti e le iniziative di rilevanza regionale ovvero

intersettoriale.

5. Le direzioni regionali costituiscono centri di costo e dipendono

funzionalmente, per quanto riguarda gli aspetti contabili, dalla

direzione generale per il bilancio e la programmazione economica la

promozione, la qualita' e la standardizzazione delle procedure.

6. Le direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici si

articolano negli uffici dirigenziali non generali sotto numericamente

indicati, i cui compiti sono definiti con decreto ministeriale di

natura non regolamentare, adottato nel termine di sessanta giorni

dall'emanazione del presente regolamento:

a) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

dell'Abruzzo, articolata in 4 uffici dirigenziali non generali;

b) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Basilicata, articolata in 4 uffici dirigenziali non generali;

c) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Calabria, articolata in 4 uffici dirigenziali non generali;

d) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Campania, articolata in 12 uffici dirigenziali non generali;

e) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

dell'Emilia Romagna, articolata in 13 uffici dirigenziali non

generali;

f) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del

Friuli-Venezia Giulia, articolata in 5 uffici dirigenziali non

generali;

g) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del

Lazio, articolata in 16 uffici dirigenziali non generali;

h) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Liguria, articolata in 6 uffici dirigenziali non generali;

i) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Lombardia, articolata in 10 uffici dirigenziali non generali;

l) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

delle Marche, articolata in 4 uffici dirigenziali non generali;

m) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del

Molise, articolata in 4 uffici dirigenziali non generali;

n) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del

Piemonte, articolata in 6 uffici dirigenziali non generali;

o) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Puglia, articolata in 7 uffici dirigenziali non generali;

p) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Sardegna, articolata in 5 uffici dirigenziali non generali;

q) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

della Toscana, articolata in 17 uffici dirigenziali non generali;

r) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici

dell'Umbria, articolata in 5 uffici dirigenziali non generali;

s) direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del

Veneto, articolata in 9 uffici dirigenziali non generali.







Art. 18.

Soprintendenze per i beni archeologici, architettonici

e paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici

1. Le strutture periferiche di cui all'articolo 16, comma 1,

lettera b, svolgono, in particolare, i seguenti compiti:

a) unificano e aggiornano le funzioni di catalogo e tutela

nell'ambito della regione di competenza, secondo criteri definiti

dalle competenti direzioni centrali;

b) autorizzano l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere

sui beni culturali;

c) dispongono l'occupazione temporanea di immobili per

l'esecuzione di ricerche archeologiche o di opere dirette al

ritrovamento di beni culturali;

d) provvedono all'acquisto di beni e servizi in economia;

e) partecipano ed esprimono pareri, riferiti ai settori e agli

ambiti territoriali di competenza, nelle conferenze di servizi;

f) amministrano e controllano beni dati in consegna;

g) curano l'istruttoria finalizzata alla stipula di accordi e

convenzioni con i proprietari di beni culturali oggetto di interventi

conservativi alla cui spesa ha contribuito il Ministero al fine di

stabilire le modalita' per l'accesso ai beni medesimi da parte del

pubblico;

h) istruiscono e propongono i provvedimenti di verifica

dell'interesse culturale;

i) svolgono le istruttorie e propongono al direttore generale

centrale competente i provvedimenti relativi a beni di proprieta'

privata;

l) esprimono pareri sulle alienazioni, le permute, le

costituzioni di ipoteca e di pegno ed ogni altro negozio giuridico

che comporti il trasferimento a titolo oneroso di beni culturali

appartenenti a soggetti pubblici come identificati dal Codice;

m) istruiscono i procedimenti concernenti le sanzioni

ripristinatorie e pecuniarie previste dal Codice;

n) istruiscono e propongono alla direzione generale centrale

competente l'esercizio del diritto di prelazione;

o) esercitano i compiti in materia di tutela del paesaggio ad

esse affidati in base al Codice;

p) esercitano ogni altra competenza ad esse affidata in base al

Codice.







Art. 19.

Comitati regionali di coordinamento

1. Il Comitato regionale di coordinamento e' organo collegiale a

competenza intersettoriale.

2. Il Comitato esprime pareri:

a) obbligatoriamente, in merito alle proposte di dichiarazione di

interesse culturale o paesaggistico aventi ad oggetto beni od aree

suscettibili di tutela intersettoriale, nonche' in merito alle

proposte di prescrizioni di tutela indiretta;

b) a richiesta del direttore regionale, su ogni questione di

carattere generale concernente la materia dei beni culturali.

3. Il Comitato e' presieduto dal direttore regionale ed e' composto

dai soprintendenti di settore operanti in ambito regionale quando si

esprime sulle questioni di cui al comma 2, lettera a). Tale

composizione e' integrata con i responsabili di tutti gli uffici

periferici operanti in ambito regionale quando il Comitato si esprime

sulle questioni di cui al comma 2, lettera b).

4. Le sorse umane e strumentali necessarie per il funzionamento dei

Comitati sono assicurate dalle rispettive direzioni regionali, senza

oneri a carico del bilancio dello Stato.







Art. 20.

Uffici di livello dirigenziale e dotazioni organiche

1. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 1, comma 521, della legge

27 dicembre 2006, n. 296, tenuto conto ii quanto previsto

dall'articolo 1, comma 404 della medesima legge n. 296 del 2006, le

dotazioni organiche del personale dirigenziale, delle aree funzionali

e delle posizioni economiche del Ministero sono rideterminate secondo

le Tabelle A e B allegate al presente decreto di cui costituiscono

parte integrante.

2. Le dotazioni organiche del personale non dirigenziale sono

rideterminate in riduzione con decreto del Presidente del Consiglio

dei Ministri da adottare entro centoventi giorni dalla data di

entrata in vigore del presente regolamento, su proposta del Ministro

per i beni e le attivita' culturali, di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze in attuazione di quanto previsto

dall'articolo 1, comma 404, lettera f), e comma 408, della legge

27 dicembre 2006, n. 296.







Art. 21.

Norme finali e abrogazioni

1. E' abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 10 giugno

2004, n. 173, e successive modificazioni.

2. Dall'attuazione del presente regolamento non devono derivare

nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

3. La riorganizzazione disposta ai sensi del presente regolamento

da' luogo all'applicazione di quanto previsto dall'articolo 20,

comma 6, del CCNL per il personale dirigente.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica

italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo

osservare.

Dato a Roma, addi' 26 novembre 2007

NAPOLITANO

Prodi, Presidente del Consiglio dei

Ministri

Rutelli, Ministro per i beni e le

attivita' culturali

Nicolais, Ministro per le riforme e le

innovazioni nella pubblica

amministrazione

Padoa-Schioppa, Ministro dell'economia

e delle finanze

Chiti, Ministro per i rapporti con il

Parlamento e le riforme istituzionali

Visto, il Guardasigilli: Mastella

Registrato alla Corte dei conti il 13 dicembre 2007

Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla

persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 149